Telemarketing selvaggio e spoofing: come difendersi dalle chiamate indesiderate

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Le misure anti-spoofing: un passo avanti, ma non risolutivo

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto misure anti-spoofing per contrastare il fenomeno del telemarketing selvaggio, un problema che affligge quotidianamente i consumatori.

Lo spoofing è una pratica illegale in cui il numero telefonico del chiamante viene camuffato, facendo apparire la chiamata come proveniente da un numero affidabile o locale. Questo stratagemma viene spesso utilizzato per ingannare i destinatari e indurli a rispondere.


Dal 19 agosto, l’Agcom ha bloccato 43 milioni di chiamate provenienti da numeri fissi italiani falsificati. Tuttavia, le associazioni dei consumatori sottolineano che si tratta solo di un primo passo. Il vero banco di prova arriverà il 19 novembre, quando il blocco sarà esteso anche alle chiamate provenienti dall’estero con numeri mobili italiani falsificati, che rappresentano una fetta significativa del problema.

Teleselling selvaggio: un problema più ampio

Nonostante le misure adottate, il telemarketing aggressivo non si limita al fenomeno dello spoofing. Le chiamate illegali continuano a colpire anche chi è iscritto al Registro delle Opposizioni, dimostrando che il problema è radicato in pratiche commerciali scorrette e in un quadro normativo ancora insufficiente.

Le associazioni dei consumatori chiedono interventi più incisivi, come:

  • L’eliminazione del valore legale dei contratti telefonici per luce e gas.
  • L’obbligo per i call center di utilizzare numerazioni riconoscibili, come lo 0844 indicato dall’Agcom.
  • La modifica del Codice del Consumo per considerare aggressiva anche una singola chiamata a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni.

Numeri e statistiche: l’impatto

Le analisi rivelano che ogni persona riceve in media due chiamate al giorno da numeri sconosciuti. Queste non si limitano a offerte commerciali, ma includono anche finti sondaggi, messaggi preregistrati e tentativi di truffa. I settori più aggressivi sono energia, telefonia, assicurazioni e investimenti, che rappresentano il 40% delle chiamate moleste. Le robot-call costituiscono il 30%, mentre il restante 30% si divide tra sondaggi, promozioni generiche e vendite aggressive.

Nonostante il blocco del 19 agosto, solo il 5,74% delle chiamate con numeri fissi italiani falsificati è stato effettivamente fermato. Questo perché la maggior parte delle chiamate indesiderate proviene da numeri mobili, per i quali il blocco scatterà solo a novembre.

La necessità di un’applicazione concreta delle norme

Per combattere realmente il teleselling selvaggio, è fondamentale applicare con rapidità ed efficienza l’art. 66 quinques del Codice del Consumo, che rende nulli i contratti non richiesti dai consumatori. Solo così si potrà garantire una tutela sostanziale e concreta.

Le misure anti-spoofing rappresentano un primo risultato tangibile nella lotta contro il telemarketing selvaggio, ma non bisogna abbassare la guardia. Le chiamate indesiderate e le truffe telefoniche continuano a generare un giro d’affari di milioni di euro, dimostrando che il problema è tutt’altro che risolto. Serve un impegno normativo più incisivo e un’applicazione rigorosa delle leggi esistenti per proteggere i consumatori da queste pratiche invasive e scorrette.

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